Locandina Imitation Game
di Jessica Andracchio

 

“Enigma è una macchina molto ben progettata. Il problema è che noi usiamo le persone per decifrarlo. E se invece solo una macchina potesse battere un’altra macchina?”

The Imitation Game è un film storico/drammatico del 2014 diretto da Morten Tyldum (regista di Passengers), con protagonista Benedict Cumberbatch nel ruolo di Alan Turing, matematico britannico.
La pellicola è l’adattamento cinematografico della biografia Alan Turing: The Enigma, scritta da Andrew Hodges.

 

La Trama

 

Locandina Imitation GameIl film tratta della vita di Alan Turing, considerato da molti uno dei padri dell’informatica e del computer come lo conosciamo noi oggi. Le vicende si svolgono nel periodo della seconda guerra mondiale, durante la quale si cercava disperatamente di decifrare i messaggi segreti dei nazisti, codificati con una macchina chiamata “Enigma”. Si riteneva che fosse una missione impossibile, poiché Enigma offriva una quantità enorme di possibili risultati e la chiave di codificazione veniva cambiata dai tedeschi allo scoccare della mezzanotte di ogni giorno.
Dopo essere stato assunto dal governo della Gran Bretagna ed essere diventato capo del suo gruppo, Turing comincia a rivoluzionare il loro metodo di lavoro, cercando non di decifrare la chiave dei codici giorno per giorno ma di realizzare una macchina migliore di quella dei tedeschi, che avrebbe decifrato automaticamente ogni messaggio.
Per fare questo, raduna un gruppo di persone che ritiene adatte allo scopo, tra le quali spicca Joan Clarke (interpretata da Keira Knightley), una giovane crittanalista britannica.
Mentre il gruppo di Turing lavora alla macchina che avrebbe impedito ai tedeschi d’invadere il resto dell’Europa, i nemici del matematico cercano in tutti i modi di rallentarlo e d’impedirgli di raggiungere il suo obiettivo. Oltre ciò, Turing viene accusato di essere una spia sovietica e messo sotto pressione poiché la sua macchina, denominata “Christopher” in onore del primo amore del matematico, non sembrava produrre risultati.
Quando le acque si calmano, Turing sposa Clarke perché questa possa continuare a collaborare con lui e con i restanti membri del gruppo.
Una sera, Turing realizza che il metodo per decifrare i messaggi nazisti era più semplice di quel che pensava: bastava selezionare le parole più ripetute e partire da lì per decifrare l’intero telegramma. Il gruppo di Turing riesce così a decifrare vari messaggi che avvertono di imminenti attacchi ma, per non far capire ai nazisti che il loro codice era stato decifrato, decidono di limitare gli interventi.
Una volta conclusa la guerra, Alan Turing, con la sua macchina ed il suo gruppo, aveva salvato circa 14 milioni di persone, che sarebbero state inevitabili vittime in caso i messaggi di Enigma non fossero stati decifrati. Inoltre, dopo anni di studi sulle Macchine di Turing, siamo in grado di utilizzarle anche noi con un nome che ci è più familiare: computer.
Nonostante questo, Turing fu dichiarato colpevole di atti osceni, poiché all’epoca l’omosessualità era un crimine, e dovette scegliere tra l’incarcerazione e la castrazione chimica. Il matematico, per poter lavorare ancora, scelse quest’ultima, una tortura dalla durata di due anni che lo portò ad una grave depressione.
Alan Turing si suiciderà il 7 giugno 1954, a 41 anni.

 

I personaggi e gli attori principali

 

Logicamente, il protagonista indiscusso di The Imitation Game è Alan Turing. Il matematico viene presentato come un individuo che preferisce lavorare da solo, non per superbia ma perché, come dice proprio nel film, lavorando da solo risparmia tempo, un bene che durante la seconda guerra mondiale era prezioso come l’aria.
Benedict Cumberbatch, uno degli attori più espressivi dei nostri tempi, incarna perfettamente lo spirito geniale del matematico e dà vita ad un personaggio tormentato, complesso ma anche pieno di vita e di voglia di fare. Grazie alla bravura dell’attore britannico, lo spettatore riesce a percepire le ansie di Turing, le sue paure ed i suoi pensieri, fino ad arrivare ad entusiasmarsi per i suoi colpi di genio e le sue scoperte. Accade quindi che un personaggio così importante, ma del quale conosciamo poco e nulla, torni ad acquistare il valore che merita grazie ad una eccezionale interpretazione.
Piccola curiosità: Cumberbatch è imparentato con Turing. Precisamente, sono cugini di 17° grado, imparentati entrambi con il Conte John Beaufort. Imitation Game scenaInoltre, l’attore britannico si è laureato all’Università di Manchester, la stessa nella quale studiò Alan Turing.

Troviamo poi Keira Knightley nel ruolo di Joan Clarke, una brillante donna che riesce a risolvere in sei minuti un cruciverba che Alan Turing avrebbe svolto in otto; è proprio in seguito a questo episodio che Clarke si aggiudica un posto tra i collaboratori del matematico, diventando un elemento indispensabile per la buona riuscita del progetto.
Joan Elisabeth Lowther Clarke (questo il suo nome completo), oltre ad essere una crittanalista molto brava nel suo lavoro, fu anche la più intima amica e fidanzata dello stesso Turing. Nel film, come nella vita reale, lei non rimase affatto turbata dall’omosessualità del matematico e i due restarono amici fino alla morte di lui.
Anche Knightley riesce a conquistare facilmente il pubblico, calandosi perfettamente nel ruolo; grazie alla sua bravura, riesce a cogliere la sfrontatezza e il fascino del personaggio di Clarke, una donna che s’impegnò per continuare a lavorare a ciò che amava, nonostante all’epoca fosse ritenuto un campo per soli uomini.

Qui di seguito elencherò il cast al completo e il ruolo che ogni attore ha svolto in The Imitation Game:

Benedict Cumberbatch: Alan Turing
Keira Knightley: Joan Clarke
Matthew Goode: Hugh Alexander
Rory Kinnear: Detective Nock
Allen Leech: John Cairncross
Matthew Beard: Peter Hilton
Charles Dance: Comandante Alastair Denniston
Mark Strong: Stewart Menzies
James Northcote: Jack Good
Steven Waddington: Supt Smith
Tom Goodman-Hill: Sergente Staehl
Alex Lawther: Alan Turing giovane
Jack Bannon: Christopher Morcom
Ilan Goodman: Keith Furman
Jack Tarlton: Charles Richards
Tuppence Middleton: Helen Stewart
David Charkham: Padre di Joan, William Kemp Lowther Clarke
Victoria Wicks: Madre di Joan, Dorothy Clarke

 

Gli argomenti

 

The Imitation Game è una biopic godibile da tutti, poiché affronta vicende molto diverse tra loro e, quindi, offre svariate atmosfere e situazioni agli spettatori. C’è la questione dell’Inghilterra che cerca di riportare la pace nel Vecchio Continente, come c’è l’amara ed ironica questione dell’omofobia, che porta all’uccisione indiretta di una delle menti più geniali della storia, che avrebbe potuto offrire ancora molto all’umanità.
Ma si parla anche d’amore, nei flashback della vita da ragazzo di Turing. Nonostante le difficoltà a socializzare, il giovane matematico trova una persona che lo accetta così com’è e dalla quale, purtroppo, viene separata troppo presto. La persona in questione è Christopher, un suo compagno di scuola, nome che ritroveremo nel corso del film, poiché Turing decise di chiamare così la macchina che avrebbe salvato milioni di vite.
Imitation game_2Anche se, purtroppo, in secondo piano, possiamo trovare anche la questione femminile in un’Inghilterra ancora molto sessista, nella quale una donna aveva valore soltanto se sposata. Sfortunatamente, nel film non è chiaro quanto effettivamente Joan Clarke abbia contribuito nella missione di decifrare Enigma, ma resta un personaggio godibile e anche attuale.
Nonostante si parli principalmente di scienza, entra in gioco anche la questione morale; non si parla solo di numeri in termini logici e matematici, ma in termini di vite umane. Per battere Enigma, infatti, Turing e la sua squadra devono decidere chi può essere salvato e chi sacrificato tramite dei calcoli, per non far capire ai tedeschi che Enigma era stata decifrata.
Infine, troviamo ovviamente anche molta scienza, spiegata in una maniera che risulti estremamente comprensibile per tutti.
La magia del cinema – e di questo film nello specifico, infatti, sta nel proiettare lo spettatore dentro al film, qualsiasi sia l’argomento. Non importa, quindi, che si stia parlando di complicati calcoli matematici, di macchine ingegnose, di fisica e di crittografia; lo spettatore riuscirà a comprendere tranquillamente tutto quello che viene detto dai personaggi, imparando così importanti nozioni su una parte di storia che i libri non ci raccontano.

 

Differenze tra pellicola e realtà

 


Come ci si può aspettare, nel film sono presenti delle inesattezze. Alcuni fatti mostrati non rispecchiano fedelmente la vita del matematico, nonostante per la maggior parte si tratti solo di particolari.
Ad esempio, per esigenze di copione, il Turing interpretato da Cumberbatch è solitario e non ama avere rapporti con altre persone. Nella realtà, invece, Turing veniva descritto da tutti come sì un tipo eccentrico, ma anche socievole e che amava circondarsi di amici.
Un’altra inesattezza riguarda l’arresto del matematico; nel film viene arrestato nel 1951, mentre la data giusta sarebbe il 1952. Lo stesso Turing, infatti, si presentò alla polizia per denunciare un furto ma, durante il racconto, confessò la sua omosessualità. All’epoca, infatti, Turing aveva una relazione con un uomo che conosceva il ladro che aveva derubato il matematico e lo disse durante l’interrogatorio. Anche la data del suicidio è sbagliata, in quanto nella vita reale Turing si tolse la vita 14 mesi dopo la fine del trattamento ormonale, e non 12 come viene detto nel film.
A tal proposito, nel film è John Cairncross, una spia sovietica, a minacciare Turing di rivelare al governo la sua omosessualità; nella realtà, invece, i due non si sono mai incontrati, poiché lavoravano in due zone diverse di Bletchley Park.
C’è un errore anche nella scena in cui il gruppo di Turing decifra il messaggio che avvertiva dell’imminente attacco ad un convoglio nel quale era imbarcato anche il fratello di Peter Hilton, un collaboratore del matematico. Nella realtà, Hilton non aveva nessun fratello in guerra, perciò nessuno che potesse trovarsi effettivamente su quel convoglio.
Infine, è errato anche il nome che viene dato alla macchina realizzata da Turing. “Christopher”, infatti, avrebbe dovuto chiamarsi “Bomba”, nome che prendeva ispirazione dall’ordigno del crittoanalista Rejewski.

 

Approfondimento: Enigma

 

Essendo questo un sito dedicato alla tecnologia, mi permetto di creare un breve paragrafo dedicato alla macchina in questione, Enigma.Imitation_g_enigma
Venne inventata nel 1918 dal tedesco Arthur Scherbius e migliorata costantemente, fino al 1925. Venne utilizzata dall’esercito e dalla marina tedesca per comunicazioni segrete dal 1925 fino alla seconda guerra mondiale. L’aspetto è quello di una comunissima macchina da scrivere ed è altrettanto facile da utilizzare; infatti, inizialmente era venduta legalmente, finché l’esercito tedesco non se ne appropriò.
Per cifrare e decifrare messaggi, occorrevano altri dispositivi identici ad Enigma, impostati con gli stessi parametri che, come ormai sappiamo, venivano modificati ogni giorno. La macchina cifrava e decifrava i messaggi meccanicamente, con impulsi elettrici.
Come funzionava, esattamente? Per spiegarlo in maniera semplice, Enigma era composta da cinque rotori, delle lampadine (una per ogni lettera dell’alfabeto) e una tastiera. Una volta impostati i parametri del giorno, bastava scrivere il messaggio che si voleva trasmettere usando la tastiera e trascrivere le lettere che si illuminavano. Ad esempio, premendo la lettera G, se ne accendeva un’altra a seconda dei parametri, ad esempio B; quest’ultima era quella che andava trascritta sul messaggio da inviare.
Chi riceveva il messaggio criptato possedeva una macchina impostata con gli stessi parametri del mittente; doveva perciò semplicemente digitare su Enigma le lettere del messaggio e osservare quali s’illuminavano, insomma il procedimento contrario che aveva seguito il mittente.
Come s’impostava Enigma? Innanzitutto si partiva dai rotori. Ogni macchina ne aveva cinque, ma solo tre venivano utilizzati ogni giorno. Per decifrare la macchina si sarebbe dovuto conoscere in primis quali rotori venivano usati e in quale ordine. Ognuno dei tre rotori era infatti impostato su una lettera casuale e compiva un giro di 26 scatti ogni volta che veniva premuta una lettera.
All’interno del rotore c’era un sistema di cavi che deviavano gli impulsi elettrici da una lettera ad un’altra, finché la macchina non “decideva” quale lettere far accendere sul riquadro con le lampadine.
Per impostare tutte le macchine che avrebbero dovuto scambiarsi messaggi allo stesso modo veniva consegnata una guida, sulla quale erano elencate le impostazioni della macchina per un mese. Dopo un mese, veniva consegnata un’altra guida.
Senza la guida era impossibile decifrare i messaggi, poiché il numero teorico di combinazioni giornaliere era 2×1045.

Come fece Turing a decifrare Enigma? Prima di costruire la macchina, fu la logica a suggerirgli la soluzione. Paragonando i messaggi intercettati tra loro, si accorse che molti venivano mandati sempre alla stessa ora e contenevano parole della stessa lunghezza. Penso quindi che, nonostante venissero codificate ogni giorno in maniera diversa, alcune parole restassero immutate in ogni messaggio. Ad esempio, nei bollettini metereologici, che arrivavano sempre alla stessa ora del mattino, ricorreva spesso la parola “wetter”, ovvero “tempo atmosferico” in tedesco. Arrivò quindi a stabilire che le prime sei lettere della seconda riga di alcuni crittogrammi indicavano sempre la parola “wetter”. I frammenti di testo come questo, che potevano venire interpretati senza ricorrere alla crittografia, venivano chiamati crib, termine inglese che significa “culla” e “copiare”.
Individuati questi cribs, Turing se ne servì per individuare quale impostazione di Enigma avrebbe dato come risultato i cribs, andando per tentativi.
Dal momento che i tentativi sarebbero stati infiniti, Turing scompose l’assetto di Enigma in varie parti, ognuna con un numero limitato di possibilità, per controllarne migliaia nello stesso momento. Cominciando a comprenderne il funzionamento, il gruppo di Turing arrivò ad avere quindici macchine, che potevano individuare una chiave Enigma in massimo un’ora.

 

Considerazioni sul film

 

Imitation_5The Imitation Game non è un film a cui dare un voto, né uno da consigliare o sconsigliare. La pellicola in questione è un concentrato di storia, matematica, tecnologia, condito da un pizzico di amore e da grandi quantità di amarezze ed ingiustizie. La storia di Alan Turing è stata quasi dimenticata da tutti per troppi anni: le sue invenzioni, le sue macchine, il suo contributo all’umanità, le vite salvate ed infine la sua morte, dettata da una società ipocrita ed ingrata.  Solo nel 2009, il primo ministro Gordon Brown formulò una dichiarazione di scuse ufficiali da parte del governo del Regno Unito nei confronti di Turing, riconoscendo che fu vittima di uno spietato trattamento omofobico. Nel 2013, la regina Elisabetta II elargì la grazia postuma al matematico. Noi, nel nostro piccolo, possiamo fare una sola cosa: informarci. E The Imitation Game offre un ottimo punto di partenza per saperne di più sull’uomo che salvò milioni di vite e grazie al quale possiamo leggere questo articolo su uno schermo.

 

 

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