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di Jessica Andracchio

 

Sappiamo che la tecnologia ricopre un ruolo importante nella realizzazione dei film moderni. Ma come si è arrivati a questo punto? Quali sono stati i precursori dei moderni software e come si sono sviluppati nel corso degli anni? Con questo articolo cercheremo di ripercorre in breve la storia della tecnologia nel mondo del cinema, andando a nominare alcuni dei pilastri in questo campo.

Il cinema, come ogni cosa creata dall’uomo, era inizialmente un concetto molto semplice, sviluppatosi nel corso degli anni per diventare infine come lo conosciamo noi oggi.
Come sappiamo, dobbiamo ringraziare i fratelli Lumière per avere inventato un apparecchio chiamato cinèmatographe, che permetteva di proiettare una sequenza di immagini impresse su una pellicola di modo da dare l’illusione del movimento. Prima di loro, però, Thomas Edison realizzò la Kinetographe la Kinetoscope; la prima era una cinepresa che scattava in rapida successione svariate fotografie su una pellicola di 35mm, mentre la seconda era una macchina da visione che permetteva, come s’intuisce dal nome, di visualizzare le immagini della cinepresa una dietro l’altra, come fossero in movimento.

Il cinematografo cominciò a diffondersi in Europa quando, nel 1900, i fratelli Lumière ne cedettero i diritti a Charles Pathè. Nel 1906, per aumentare il senso di realismo, vennero sincronizzati i suoni alle immagini. Questo sistema venne sperimentato da PietroPierini, e venne chiamato “Isosincronizzatore”. Il primo film sonoro, però, venne creato solo nel 1927; si trattava de Il Cantante di Jazz. Nacquero così le attività di doppiaggio e di sonorizzazione. In breve tempo, il cinema diventa un prodotto commerciale, nasce Hollywood e gli attori e le attrici cominciano ad essere visti come divinità. Nascono generi come la commedia, il noir, il musical ed infine, negli anni ’40, i western.
Alla fine degli anni ’60, il cinema comincia ad essere concepito quasi esclusivamente come mezzo d’intrattenimento; nasce quindi il genere fantasy, come ad esempio quello di Spielberg.

Nel frattempo, con l’avvento dei CD, si era sviluppata anche l’elettronica; si tentò quindi di creare dei sistemi digitali di registrazione/riproduzione da utilizzare nel cinema.
Nel cinema digitale, ovvero quello che fa uso di tecnologia elettronica digitale per la distribuzione e la proiezione, le informazioni vengono raccolte da una cifra, alla quale corrisponderà un’informazione. In questo modo, si può trasformare un’immagine in una sequenza numerica.
Diventa necessario raccogliere una grande quantità d’informazioni per comporre le immagini; informazioni che dovranno essere gestite da un dispositivo che trasformerà le sequenze numeriche in unità visibili. Ognuna di queste unità visibili viene chiamata pixel. Un’immagine digitale, per riportare tanti dettagli quanti ne permette una pellicola 35mm, dovrebbe essere composta dal 4 milioni di pixel. Ma la misurazione in pixel non basta, poiché bisogna tenere conto di fattori come contrasto, luminosità, gamma dinamica, eccetera.
Con l’avvento dei moderni hard disk, dei Dvd e degli algoritmi di compressione, il cinema digitale ha quasi tutto quello che serve, nonostante le telecamere HD non offrano ancora la stessa risoluzione del negativo fotografico. I più sofisticati videoproiettori utilizzano tre microchip DMD (Digital Micromirror Device) per il controllo dell’immagine. Le aziende produttrici investirono costantemente per proporre pellicole con un potere solvente sempre maggiore ma fu presto chiaro che il cinema digitale e quello più tradizionale avrebbero dovuto convivere e collaborare.

Negli anni ’70, con GuerreStellari, cominciarono a venire prodotti i primi film che fanno uso di effetti speciali digitali, come ad esempio il Dykstraflex, ovvero un sistema di ripresa computerizzato, e il blue screen.
Negli anni ’80, le migliorie apportate agli hardware e lo sviluppo di software per elaborare numericamente le immagini resero più semplice applicare tecniche digitali al cinema. Possiamo citare E.T L’Extraterrestre, in cui compaiono animatronics, blue screen e texture dei pupazzi gestite con l’illuminazione. Anche in Ritorno al Futuro si fa uso delle tecniche digitali, ad esempio per gli effetti della macchina De Lorian.
Il digitale diventa elemento attivo del cinema nel 1988, in Chi ha incastrato Roger Rabbit?, mentre l’anno successivo possiamo ammirare la prima creatura acquatica digitale in The Abyss.

Negli anni ’90 viene prodotto Terminator II – Il giorno del giudizio, in cui possiamo notare che, grazie all’uso del morphing3D combinato con la motioncapture, l’immagine numerica fa un salto di qualità. Successivamente, in Jurassic Park ritroviamo gli animatronics, animati e contestualizzati digitalmente come in una specie di videogioco, per poi passare nel 1997 a dinosauri totalmente digitali.

Grazie al software RenderMan ideato dalla Pixar, che serve ad integrare elementi digitali in film ripresi dal vero, possiamo goderci l’effetto cartoon di TheMask.
Parlando sempre della Pixar, essa ha sviluppato nuove tecniche e nuovi software nel corso degli anni, dando vita al primo lungometraggio interamente animato digitalmente: Toy Story.
Dello stesso anno sono i film Casper e Jumanji, film con i quali si assegna al digitale una definitiva posizione di rilievo nell’industria cinematografica.

Nel 1997 viene perfezionato il 3D. Ad esempio, in Flubberla melma gelatinosa e le sue interazioni sono dirette al computer; il 1997 è però l’anno di Titanic, in cui viene usato il digitale nella ricostruzione del cedimento della nave ma anche per creare molte delle comparse, specialmente quelle che vengono scaraventate sul ponte e nel mare.
In seguito, molti furono i film creati utilizzando elementi digitali: Fight Club di David Fincher, Star WarsEpisodio 1: La minaccia fantasma di George Lucas, Matrix delle sorelle Wachowski… per citarne alcuni.
L’inizio del nuovo millennio vede film come X-Men e Spiderman, film di supereroi nei quali vengono ricreate le atmosfere dei fumetti senza andare ad intaccare il realismo. In Spiderman, le riprese si alternano tra quelle reali e quelle riprodotte in CGI con il sistema della fotogrammetria.

Degni di nota sono anche i film che compongono la trilogia de Il Signore degli Anelli, nei quali vengono combinate tecniche vecchie e nuove e per i quali vengono sviluppati nuovi software, come ad esempio Massive, usato per creare ed animare comparse digitali.
Nel film Shrek viene utilizzato un sistema chiamato Shaker, che permette di ricostruire una forma umanoide partendo dallo scheletro, per rendere più reali i movimenti della creatura ed essa stessa.
Da questo punto, è un susseguirsi di film d’animazione che si sono avvalsi di riprese digitali e di nuove tecniche: La Sposa Cadavere, Alla ricerca di Nemo, Gli Incredibili, Shark Tale, Madagascar sono solo alcuni esempi.
In Batman Begins, la città fittizia in cui si svolgono i fatti (Gotham City) è stata ideata manipolando digitalmente alcuni panorami di Chicago.

Ma quand’è che il cinema si integra perfettamente con la tecnologia? Una data simbolica potrebbe essere fissata nel 2005, con la nascita di YouTube. Già nel 1999 Apple e Microsoft avevano creato Windows Media Player e QuickTime, che consentivano di riprodurre video sul computer; ma con YouTube e, in generale, i siti di streaming, si registra il declino del vecchio business e la crescita dello streaming video. Basti pensare a Netflix, impresa americana che distribuisce film via internet nata nel 1997 ma diventata popolare nel 2010 in Sudamerica ed in Europa e nel 2016 in oltre 190 paesi.

Arrivati al giorno d’oggi, cinema e tecnologia viaggiano parallelamente, e le scoperte di uno sono le novità dell’altro. Solo un paio di decenni fa, molti dei film che abbiamo oggi erano ancora solo suggestioni e sogni, ma con il rapido evolversi della tecnologia ora possiamo osservare simulazioni, mondi virtuali e robot comodamente seduti su una poltrona del cinema o di casa nostra.
I titoli che sono stati nominati nel corso di questo articolo sono solo un assaggio del vasto repertorio di film riguardanti la tecnologia, o che fanno uso di essa per creare capolavori unici.
V’invito quindi a restare in attesa di recensioni più approfondite riguardo questi lavori, per esplorare e conoscere le tecniche che vengono utilizzate per regalarci un paio d’ore di svago, di riflessione e di scienza tecnologica.

 

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