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Font: i più amati, i più economici e i più curiosi

Il “font”, chiamato in italiano anche “fonte”, è il tipo di carattere che viene accomunato ad un determinato stile grafico; ad esempio, sono font il Comic Sans MS, il Times New Roman, il Calibri. Scegliere un font per scrivere un documento, però, non è così semplice come sembra; selezionando il giusto tipo di carattere, infatti, si possono ottenere i più svariati risultati.

Quando apriamo un uovo documento di Microsoft Word, molti di noi si limitano a scrivere con il primo font che ci suggerisce il computer, molti altri selezionano il proprio font preferito, altri ancora devono seguire determinate regole e scegliere un font preciso.
Forse non sapete, però, che la scelta di determinati tipi di carattere può avere risultati ben precisi: alcuni possono farvi risparmiare toner, altri possono attirare l’attenzione o favorire la concentrazione.
In questo articolo andremo a scovare alcune curiosità riguardo i font, com’è meglio utilizzarli e quali scegliere per aiutarci in varie aree della nostra vita.

 

Cambiare font per risparmiare inchiostro

Risparmiare inchiostro è utile non solo al nostro portafogli, ma anche all’ambiente. Oltre a spegnere i macchinari quando non vengono usati, risparmiare carta ed usarne di riciclata, possiamo anche fare attenzione al font che utilizziamo per evitare gli sprechi.
Suvir Mirchandani, un ragazzo americano appena quattordicenne, ha condotto una ricerca su come ridurre gli sprechi, nata da un semplice progetto scolastico ed arrivata fino alla Casa Bianca.
La sua ricerca analizzava con precisione le lettere più utilizzate nella lingua inglese, calcolava la quantità d’inchiostro necessaria per produrre un documento che utilizzava questi caratteri e ha concluso che, scegliendo determinati tipi di font, si poteva risparmiare il 24% di inchiostro. Il font che ha avuto la meglio sugli altri è stato il Garamond, seguito da Century Gothic, Times New Roman, Calibri e Verdana. Un font molto utilizzato che, però, consuma molto più inchiostro, è l’Arial.
Volete avere un’idea precisa di quanto si possa risparmiare utilizzando il font giusto? Quando Suvir ha presentato la sua ricerca alla Casa Bianca, è stato calcolato che, modificando il tipo di carattere con il quale vengono redatti i documenti, si sarebbero risparmiati circa 136 milioni di dollari l’anno.

 

 

 

 

Il font bucato per risparmiare inchiostro

Sempre con il proposito di far risparmiare gli utenti e di rispettare la natura è nato Ecofont che, come si può intuire dal nome, è un font ecosostenibile che consuma meno inchiostro rispetto ad altri.
Ecofont è stato sviluppato dalla SPRANQ, azienda di web design a Utrecht, nei Paesi Bassi. Il font è bassato su Vera Sans ed è disponibile in formato TrueType.
La piccola rivoluzione di questo tipo di carattere è che in ogni lettera ci sono dei minuscoli forellini, che non vanno assolutamente a penalizzare la leggibilità dei documenti ma che contribuiscono a far risparmiare tantissimo inchiostro; in alcuni casi, il risparmio è addirittura del 50%.
Ecofont è molto semplice da scaricare e al momento è disponibile in cinque lingue: italiano, spagnolo, inglese, francese e tedesco.
Questo tipo di carattere è utilizzabile su tutti i sistemi operativi che supportano il formato TrueType, come GNU/Linux, Windows, macOS e BSD.

 

Il font che ti aiuta a memorizzare informazioni

Scegliere il carattere giusto è cruciale quando vogliamo che qualcuno comprenda appieno quello che sta leggendo. Ci sono font che risultano difficili da leggere, font poco popolari che vengono automaticamente ignorati, i font più usati ai quali siamo abituati… e poi c’è Sans Forgetica.

font don't you manolog.itI ricercatori della RMIT University di Melbourne, insieme ad un team di designer, ha ideato il font Sans Forgetica; come possiamo vedere dall’immagine, la stranezza di questo font è che i caratteri risultano “spezzati”; nonostante le parole siano leggibili e comprensibili, ogni lettera sembra essere stata cancellata in alcuni punti.
Questa volta, la motivazione non ha molto a che vedere con il risparmio di inchiostro, bensì con un semplice meccanismo del cervello; per leggere documenti scritti con questo carattere dobbiamo infatti concentrarci un po’ di più, sforzo che non percepiamo ma che viene recepito dal nostro cervello che, completando automaticamente le forme delle lettere, rallenta la lettura e riesce a memorizzare meglio le informazioni.
Una ricerca condotta su 400 studenti universitari ha dimostrato che questo font può effettivamente aiutare le persone a ricordare le informazioni che leggono; i soggetti hanno infatti ricordato il 57% dei testi letti utilizzando questo particolare font.
Tuttavia, Sans Forgetica non verrà utilizzato per stampare libri o testi scolastici; risulta comunque essere ottimo per lo studio e la comprensione di brevi testi.
Anche questo font è facilmente scaricabile online; se volete concentrarvi su un testo che vi risulta particolarmente antipatico, non dovete far altro che aprire il documento sul vostro computer, modificare il font in Sans Forgetica e provare a rileggerlo.

 

Letraset, il font punk

Prima dell’avvento dei computer, c’era un unico modo per creare copertine di album, riviste e loghi, ovvero la tecnica del lettres transfert, abbreviato in Letraset.
Alla fine degli anni ’70 era il metodo preferito per la creazione di font poiché molto economico; bastavano un foglio di carta, una penna e il sistema di decalcomania Letraset.
Perché viene definito il font punk? Semplice; oltre ad essere semplice da usare ed economico, era anche molto dinamico e offriva svariati spunti per la creatività. Le lettere, infatti, potevano essere posizionate e ruotate a piacimento, creando le tipiche scritte che vediamo sugli album di dischi punk.
In quel periodo, inoltre, andava molto di moda il “fai-da-te”, integrato perfettamente alla filosofia punk; gli artisti, infatti, non potevano permettersi di pagare grafici per le copertine dei loro album, e si affidavano al Letraset.
Un altro punto a favore di questo font era che, potendo essere utilizzato da tutti per creare qualsiasi cosa senza rivolgersi a professionisti, non c’era il rischio di venire censurati. E, nel punk, questo è un enorme punto a favore.

 

I font più usati per i tatuaggi

Il font non è necessariamente qualcosa da utilizzare esclusivamente sul computer; negli ultimi anni è scoppiata la moda dei tatuaggi semplici, delicati che, spesso, constano di una semplice frase o di poche parole. Per decidere di marchiare in maniera indelebile la propria pelle, però, c’è bisogno di valutare bene ogni opzione. Ecco quindi i font più utilizzati per i tatuaggi.
Al primo posto troviamo Fearless Script, font creato da Chris Park; si tratta di una sorta di corsivo vintage ed è un font OpenType che può essere acquistato al costo di 25 dollari.
Il secondo font più popolare è sempre di Chris Park ed è Inked Script, creato appositamente per i tatuaggi ma più delicato del precedente; il costo è sempre di 25 dollari ed è un font OpenType.
Al terzo posto troviamo il Mardian Pro, creato da Vicky Mardian, una designer indonesiana che ha creato in totale quattro font per i tatuaggi. È molto elegante e pieno di fronzoli, ma la leggibilità non è il massimo. Il costo è di circa 29 dollari ed è un OpenType font.
Il quarto posto è detenuto da un web designer italiano, Davide Cariani, con il suo font True Love, che descrive come un “esperimento tipografico”. Si può scaricare gratuitamente online.
Un altro font più audace che, probabilmente, avrete visto tatuato su qualcuno è quello al quinto posto: il Sailors Tattoo Pro. Il nome è proprio un programma; è il tipico tatuaggio da marinaio, con la scritta “mom” sul braccio circondata da un cuore. È un font OpenType e costa circa 10 dollari.
Altri font molto usati quando si parla di tatuaggi sono Fette Fraktur, Angilla Tattoo, Bleeding Cowboys, True Man Tattoos e Hustlers.

Ma quali sono, in sostanza, i font più amati ed utilizzati nel mondo? Il modo migliore di concludere questo articolo è proprio quello di fare un elenco definitivo dei tipi di scrittura che vanno per la maggiore sia tra i professionisti di graphic design, sia tra normali studenti. Troverete anche il vostro preferito?

  1. Helvetica
  2. Baskerville
  3. Times
  4. Azkidenz Grotesk
  5. Gotham
  6. Bodoni
  7. Didot
  8. Futura
  9. Gill Sans
  10. Frutiger
  11. Bembo
  12. Rockwell
  13. Franklin Gothic
  14. Sabon
  15. Georgia
  16. Garamond
  17. News Gothic
  18. Myriad
  19. Mrs Eaves
  20. Minion

 

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